Dantedì: giorno benedetto!

Giorno benedetto!
Giorno dedicato al viaggio straordinario di un uomo che ha rischiato tutto per andare fino in fondo al suo desiderio, per vivere una vita degna, per capirne il senso.

Giorno dedicato a chi è disposto a correre il rischio di accettare il suo invito: “Nel mezzo del cammin di nostra vita”. Capisci, dice Dante, non solo della mia, anche della tua, vieni con me, ne vale la pena. Sarà un viaggio terribile, perché dovrai fare i conti con tutto il male del mondo e con tutto il tuo male, ma poi vivrai la dolce sofferenza di comprendere il bene che avresti potuto fare e non hai fatto, e questa sofferenza ti salverà e ti porterà alla gioia suprema di incontrare il volto di Colui del Quale, da sempre, hai così grande nostalgia.

E allora si deve partire, non da soli, così non si va da nessuna parte, ma scegliendo gli amici giusti, le guide adatte, i maestri sapienti. Il nostro Virgilio, la nostra Beatrice.

Dante, nel momento più terribile della sua vita, nel profondo della selva, nel buio della disperazione incontra Virgilio e lo definisce il suo “autore”. Autore in latino ha la stessa radice di augere, far crescere, far prosperare, aumentare. L’autore è colui che aumenta la tua vita, la allarga, la apre.

Questo oggi possiamo chiederci e chiedere ai nostri ragazzi: chi sono i tuoi autori, chi sono quelli che alimentano la tua umanità, il tuo desiderio, le tue passioni? Seguili!

E ancora. Chi sono le persone che ami e dalle quali ti senti amato per quello che sei, che ti aprono agli altri, al mondo, a Dio, che non ti soffocano nella prigione del loro amore, ma ti rendono libero?
Nel canto XXXI del Paradiso Dante dice a Beatrice “Tu m’hai di servo tratto a libertate”, il tuo amore mi ha reso un uomo libero da tutte le scorie che creavano dipendenza, mi ha fatto adatto ad incontrare il Bene.
Chi ti rende una persona più libera di scegliere il Bene? Chi è la tua Beatrice? Seguila!

Perché Dio, ce lo dice il Sommo Poeta, non se ne sta tranquillo nel cielo ad aspettare che noi faticosamente arriviamo a Lui, ma ci viene incontro.
Maria, dal Paradiso, si è accorta che lui era in difficoltà nella selva e non è rimasta lì ad aspettarlo e nemmeno gli ha mandato in aiuto qualcuno a caso, no, gli ha mandato Virgilio, la poesia, che era la grande passione di Dante, e poi gli ha mandato Beatrice, l’Amore della sua vita, la donna per la quale ha consumato fiumi di inchiostro e di bellezza.

Perché “l’amor che move il sole e l’altre stelle” ha sempre l’ardente desiderio di incontrarci e lo fa, ce lo assicura Dante, attraverso le cose e le persone che noi amiamo.

Suor Cristina Merli, FMA

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