SEMI DI PACE: un anno per imparare a costruire la pace
Ci sono progetti che nascono per essere svolti in classe e si concludono con una verifica. E poi ci sono percorsi che accompagnano bambini e insegnanti per un intero anno scolastico, intrecciando esperienze, conoscenze, relazioni e gesti concreti. Semi di pace è stato proprio questo: il compito unitario che ha coinvolto tutte le classi della Scuola Primaria Maria Ausiliatrice di Varese durante l’anno scolastico 2025-2026.
L’idea di fondo era semplice e allo stesso tempo impegnativa: aiutare i bambini a scoprire che la pace non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana che può essere costruita da ciascuno attraverso piccoli gesti, relazioni autentiche e responsabilità condivise.
Per questo motivo sono state scelte cinque figure molto diverse tra loro: lo chef attivista José Andrés, l’attivista Nobel per la Pace Betty Williams, il campione di ciclismo Gino Bartali, il maestro afghano Saber Hosseini e la biologa Nobel per la Pace Wangari Maathai. Personaggi provenienti da contesti, epoche e culture differenti, accomunati però dalla capacità di trasformare situazioni di difficoltà, ingiustizia o conflitto in occasioni di speranza. Non sono stati selezionati tra i nomi più celebri della “storia della pace”, proprio perché il messaggio educativo era un altro: non servono qualità straordinarie per diventare artigiani di pace. Ognuno può lasciare un segno positivo nel luogo in cui vive.
Nel corso dell’anno le classi hanno approfondito le loro storie attraverso attività interdisciplinari, ricerche, letture, laboratori, produzioni artistiche e momenti di riflessione condivisa. Il percorso si è intrecciato anche con un evento particolarmente significativo per la Famiglia Salesiana: la canonizzazione di Santa Maria Troncatti, missionaria Figlia di Maria Ausiliatrice e instancabile costruttrice di dialogo e riconciliazione, definita da molti una vera “artigiana di pace”.
Accanto agli approfondimenti culturali non sono mancati i gesti concreti. Ogni classe è stata chiamata a tradurre le riflessioni in scelte quotidiane: atteggiamenti di attenzione reciproca, iniziative di solidarietà, esperienze di servizio e piccoli impegni condivisi che hanno reso visibile il cammino compiuto.
Il progetto ha trovato il suo momento culminante nello spettacolo teatrale Semi di pace, andato in scena il 29 maggio in due repliche: davanti ai nonni e alle famiglie. Il copione e le canzoni originali sono stati scritti appositamente per raccontare il percorso svolto durante l’anno. Attraverso la cornice narrativa di un racconto intergenerazionale tra un nonno e i suoi nipotini in seguito al ritrovamento della misteriosa bustina dei “semi di pace” nel capanno di campagna, i bambini hanno accompagnato il pubblico alla scoperta delle storie dei cinque protagonisti, mostrando come anche un piccolo seme possa generare cambiamenti capaci di trasformare il mondo.
Lo spettacolo, tuttavia, rappresentava soltanto l’ultimo capitolo di un lavoro molto più ampio. Per questo, accanto alla palestra, è stata allestita una mostra che raccoglieva elaborati, ricerche, attività e testimonianze realizzate dalle classi durante l’anno. Le famiglie hanno così potuto osservare da vicino il percorso educativo che aveva preceduto la rappresentazione e comprendere la ricchezza del lavoro svolto.
Guardando i pannelli della mostra e ascoltando le voci dei bambini sul palco, emergeva con chiarezza il significato più profondo dell’esperienza: la pace non nasce da gesti straordinari compiuti da pochi eroi, ma cresce attraverso le scelte quotidiane di tante persone comuni.
Come un seme affidato alla terra, anche ogni gesto di attenzione, accoglienza, giustizia e solidarietà può generare frutti inattesi. È questa l’eredità più preziosa che Semi di pace lascia ai bambini della nostra scuola: la consapevolezza che ciascuno, ogni giorno, può contribuire a rendere il mondo un luogo più umano e più bello.



































