Quattro giorni tra memoria, energia e meraviglia!
Ci sono viaggi che ti lasciano addosso stanchezza e valigie da disfare, e poi ci sono quelli che ti lasciano pensieri, volti, emozioni. Il nostro viaggio d’istruzione di quattro giorni tra l’Emilia e la Toscana è stato proprio così: un intreccio di storia, natura e bellezza che ci ha accompagnato ogni giorno con una scoperta nuova.
Siamo partiti presto, all’alba oserei dire, con quella curiosità un po’ sonnolenta che si ha nelle partenze di gruppo (almeno noi docenti, perché i ragazzi, invece, tutto fuorché sonnolenti). La prima tappa è stata alla Casa dei Fratelli Cervi, a Gattatico: una cascina semplice, immersa nella campagna emiliana, con ancora il sentore di rustico e di antico, ma piena di voci, di scelte e di coraggio. I ragazzi hanno ascoltato la storia dei sette fratelli fucilati nel 1943 che, anche se semplici e umili mezzadri, hanno scelto la via della resistenza contro il nazifascismo e del loro grande desiderio di libertà. Per un momento, o forse più, possiamo dire che quel passato ci è sembrato incredibilmente vicino. Nel pomeriggio siamo arrivati al Campo di Fossoli e lì il silenzio ha preso il posto delle parole. Tra le baracche ormai diroccate e i sentieri coperti di terra e foglie che lasciavano intravedere le vecchie piastrelle, ognuno ha camminato con un pensiero in più: la memoria non è solo qualcosa da ricordare, ma qualcosa da custodire e mantenere viva.
Il secondo giorno ci ha accolto Siena, splendida e viva come poche altre città. La mattina al via con la Basilica di San Domenico e i luoghi di Santa Caterina che ci hanno regalato un momento di pace, quasi un respiro profondo dentro tanta bellezza. Ci siamo poi addentrati nelle vie medievali con quella luce che rimbalza sui mattoni e che ci ha dato la sensazione di entrare in un luogo fuori dal tempo. In Piazza del Campo qualcuno ha immaginato la corsa del Palio, altri si sono persi a guardare il Palazzo Comunale e la Torre del Mangia. Nel pomeriggio, il Duomo di Siena con i suoi colori bianco-verde e il suo sapore Gotico ci hanno riportato indietro nel tempo; entrare poi in questo luogo è stato unico. Indescrivibile la bellezza che ha lasciato molti a bocca aperta. Le foto si sono sprecate qui e tutti vagavano per il Duomo intenti a carpire qualche piccolo (o grande) segreto che la nostra “audio-guida” cercava di segnalarci.
Il terzo giorno è stato una sorpresa per tutti: la meta era Larderello, nel cuore della geotermia toscana. Lì abbiamo scoperto che l’energia può nascere dal respiro stesso della Terra. Il momento in cui dal terreno si è alzato il soffione di vapore, tra il rumore e il calore improvviso, ha lasciato tutti senza parole. La scienza, vista così da vicino, è diventata spettacolo e meraviglia. Nel pomeriggio, Volterra ci ha accolti con il suo silenzio elegante, i vicoli in salita, le botteghe d’alabastro e un tramonto che sembrava dipinto.
E poi è arrivato il quarto giorno, con Lucca e la sua atmosfera tranquilla. La città ci ha raccontato la sua storia tra chiese, torri e mura rinascimentali. Ma il momento più bello è stato senza dubbio la pedalata di gruppo sulle mura: tutti insieme, con qualche timore di cadere o “travolgere” qualcuno, a ridere, a scattare foto, a godersi la gioia semplice dello stare bene.
Quattro giorni possono sembrare pochi, ma quando sono così intensi diventano un piccolo viaggio dentro di noi. Ci siamo portati a casa molto più di qualche souvenir: la consapevolezza della memoria, la curiosità per la scienza, la meraviglia dell’arte e, soprattutto, la bellezza di condividere tutto questo con i compagni e i professori.
Un viaggio che ci ha insegnato che l’Italia non è solo un luogo da visitare, ma una storia da ascoltare e che vale davvero la pena farlo insieme.








































