Terzo giorno da fuoriclasse!

La nostra avventura continua e si riparte anche oggi con nuovi laboratori e nuove esperienze!

CARTA PESTA di Andrea Bardelli

Il laboratorio di cartapesta, condotto dalla maestra Elisabetta, ha come obiettivo finale la creazione di una statuetta che riproduce un piccolo pupazzo di neve. Per farlo, i venti bambini presenti utilizzano la carta di vecchi giornali. I bambini anzitutto devono appollottolare fogli di giornale per creare due palle: una, più piccola sarà la testa del pupazzo, un’altra, più grande sarà il corpo. Questi due elementi vengono poi attaccati insieme e completamente rivestiti con una miscela di colla vinilica, acqua e, naturalmente, giornale strappato in piccoli pezzi. Dopo un giorno e una notte di ‘riposo’ e asciugatura il pupazzo, che ora è tutto bagnato sarà duro e pronto per essere dipinto. La seconda parte del laboratorio di cartapesta si svolge il giorno successivo. Lì la maestra Eliana spiega ai bambini come colorare il pupazzo con della tempera bianca. Successivamente, con carta velina colorata, si creano bottoni, occhi un cappello e una simpatica sciarpetta rossa. I bambini sono molto concentrati. Questo laboratorio richiede fantasia, ma anche molta pazienza e soprattutto nessuno deve aver paura di sporcarsi le mani!

 

 

GIARDINAGGIO di Luca Milani

Oggi al corso di giardinaggio, con la maestra Laura, partecipavano una decina bambini che, muniti di una scheda per studiare le patate e le viti e di un evidenziatore, dovevano individuare le informazioni più importanti. In questo modo studiavano anche come crescono le cipolle, i fagioli e i pomodori. Abbiamo provato a chiedere a qualcuno se gli era già capitato di fare il giardiniere. Matteo D. ci ha detto che nella sua vita ha piantato moltissime piante, specialmente fiori.

Maddalena C. aggiunge che ha già provato a piantare le patate nell’orto. Le sue piante preferite però sono i pomodori e la pianta del peperoncino. Il laboratorio di giardinaggio naturalmente procede con una parte pratica: con semi, terriccio, legumi, cotone imbevuto di acqua tutti portano a casa un bicchiere pieno di speranze: nascerà una piantina? Si tratta solo di aspettare. Per piantare ci vuole pazienza!

 

TEATRANDO di Alessio Vailati

In palestrina 17 bambini insieme all’insegnante Annalisa si divertono a immaginare mondi fantastici. La maestra chiede ai suoi bambini di muovere il corpo come fossero esercizi di yoga. Poi dice loro: “Immaginate di essere immersi nel fuoco” oppure sdraiati tra le margherite e infine gli ha fatto immaginare di fare un tuffo nell’acqua. Poi ha messo in fila i bambini a coppie uno di fronte all’altro, come se fossero uno specchio e dovevano imitarsi. Poi, sempre a coppie, dovevano imitare i burattini che si muovono con i fili nel corpo: potevano farli ballare, camminare e saltare. Tutti questi bambini sono davvero entusiasti di questa esperienza e la maestra lo è quasi più di loro! Che allegria in questa palestra!

 

 

CHEESECAKE di Gaia Palazzolo e Alessia Delle Piane

Oggi al laboratorio di cheesecake c’erano 13 bambini e un’istruttrice di nome Fiona. Per l’istruttrice era la sua prima volta da ‘maestra’ di una scuola elementare. Per fare la cheesecake ci volevano questi ingredienti: panna montata, zucchero, philadelfia, biscotto integrale, ricotta. Per distribuire la crema nei barattoli mono porzione si utilizza una sac a poche, proprio come quella dei cuochi veri! Dentro alla sacca c’erano ricotta e philadelfia. Fiona ha preso lo zucchero e l’ha messo un po’ nel frullatore e un po’ in una ciotola e l’ha fatto montare. Il biscotto integrale è stato frullato con del burro e dello zucchero. È stata frullata anche la ricotta di bufala. Alla fine è stata messa la marmellata ai frutti di bosco.

 

Gaia: perché si chiama “cheesecake”?

Fiona: perché in inglese sarebbe “torta al formaggio”. Già! Come non pensarci prima!

Questo dolce è una delizia, come dicono coloro che lo hanno fatto e coloro che lo hanno assaggiato!

 

 

Qui l’assaggio di qualche foto… ma a breve il video del terzo giorno!!!