Mese missionario

IO SONO UNA MISSIONE

       Le vacanze sono volate in un batter d’occhio e ci ritroviamo sui banchi di scuola per iniziare insieme una nuova avventura in compagnia di tutta la comunità educante. Sarà con noi anche un personaggio noto alla narrativa per ragazzi: Pinocchio. E’ un burattino alla ricerca della sua identità, della sua “vocazione”, della sua missione. Esso entra nella storia in un modo, e ne esce completamente trasformato, diventando un ragazzo. E’ simile al cammino di speranza che compiranno i nostri bambini, immedesimandosi in questo lungo e gioioso racconto in cui la vita di un figlio viene continuamente rigenerata dall’amore del Padre.

Nel mese di ottobre approfondiremo i primi capitoli del testo “Pinocchio” con l’obiettivo di riscoprirci figli di Dio come persone uniche e irrepetibili.

1^ settimana: Riconoscere che c’è un progetto d’amore su di noi (capp.1-2)  “Mastro Ciliegia regala il pezzo di legno al suo amico Geppetto, il quale lo prende per fabbricarsi un burattino meraviglioso che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali”.

GEPPETTO HA UN PROGETTO IN TESTA. PINOCCHIO NON E’ FIGLIO DEL CASO. PRIMA ANCORA DI ESISTERE E’ DUNQUE NEL CUORE, NELLA MENTE E NELLE MANI DI GEPPETTO

2^ settimana: Ascoltare la propria coscienza per scoprire le qualità e gli effetti delle nostre azioni (capp.3-4) Geppetto, tornato a casa, comincia subito a fabbricarsi il burattino e gli mette il nome Pinocchio. Prime monellerie del burattino.

PINOCCHIO DIMOSTRA TUTTA LA SUA INDOLE DI RIBELLE. E’ LA SOLITA, NORMALE RIBELLIONE DELL’UOMO DI FRONTE AL CREATORE. OGNI CREAZIONE RISULTA COSI’ SEGNATA DAL MALE. MA PUO’ UN PADRE RINUNCIARE AD AMARE IL FIGLIO?

3^ settimana: Comprendere che ognuno di noi è unico e irrepetibile (capp. 5-6)  “Pinocchio si addormenta coi piedi sul caldano, e la mattina dopo si sveglia coi piedi tutti bruciati”.

IL RISVEGLIO DI PINOCCHIO E’ EMOZIONANTE E DRAMMATICO NELLO STESSO TEMPO. QUANDO TUTTO SEMBRA PERDUTO, LA PRESENZA DEL PADRE SI RIVELA IN TUTTO IL SUO CALORE E QUELLA ESILE VOCINA DI GEPPETTO, DIETRO LA PORTA CHIUSA, DIVENTA IMMENSA E CARICA DI VITA.”SONO IO!”. PINOCCHIO RICONOSCE IL SUO CREATORE, QUELLA VOCE E’ UN’ESPERIENZA CONCRETA DI AMORE.

4^ settimana: : Diventiamo capaci di ringraziare e di riconoscere che non tutto ci è dovuto (capp. 7-8) “Geppetto rifà i piedi a Pinocchio e vende la propria casacca per comprargli L’Abbecedario”

ACCONTENTARSI DI ABITI DI CARTA FIORITA, DI SCARPE DI SCORZA D’ALBERO E BERRETTI DI MOLLICA E’ QUALCOSA DI MOLTO LONTANO DALLA NORMALITA; SOLO UN CUORE UMILE E RICONOSCENTE ACCETTA OGNI COSA DAL PADRE PERCHE’ NE SENTE L’AMORE.

Carissimi genitori, vi invitiamo a leggere con noi questa bella avventura di Pinocchio, soli o con i vostri figli, certi che questa attività riesce solo se parte dal cuor e diventa stile di vita. Buon cammino!… insieme

 

10 consigli per una buona estate!

“Quando un padre deve lasciare i suoi figli, o quando li invia a fare qualche commissione in lontano paese, benché sappia che essi sono obbedienti e conoscono bene ciò che devono fare, tuttavia teme sempre che qualche disgrazia incolga a quei figli che egli ama tanto… Credetelo, qVacanzeuesto padre, indegnamente, ma di tutto cuore, sono io. Quei figlioli che debbono separarsi siete tutti voi che andate in vacanza… Ma voi avete tutti il sangue che bolle nelle vene e gridate tutti con entusiasmo: “Vacanze, vacanze!” E non pensate che a queste, desiderate nient’altro che queste, non volete ascoltare altro… Sia pure, ma io temo che qualche nemico venga a farvi perdere la vita dell’anima.

Vorrei darvi qualche consiglio perché possiate trascorrere bene  le vostre vacanze.

  • Guardatevi dai compagni che sono soliti fare discorsi non buoni e cose che non vanno bene. Se andate con questi compagni, cadrete in una lacrimevole rovina. Vi sarà qualcuno che in presenza vostra incomincerà un discorso o contro la religione o contro i buoni costumi. Ebbene, lasciatelo, piantatelo lì, ditegli pure francamente: io il nome di cristiano non lo voglio sporcare… E così dite di qualunque altro male o peccato. È un impostore colui che si professa cristiano e non agisce come tale.
  • Non frequentate i luoghi pericolosi dove si bestemmia, si dicono parole cattive e a volte proprio sporche, atte a suscitare cattivi pensieri… Certuni sentono parlare un compagno che dice cose indecenti, coprendole con belle frasi, ed essi sorridono e, se non è questa volta è un’altra anch’essi danno corda ai ragionamenti di uno sboccato. Quel primo sorriso fu l’atto di arrendersi al nemico.
  • Procurate di avere assolutamente qualche spazio di tempo alla domenica per andare alla Messa e accostarvi ai Santi Sacramenti della confessione e della comunione. Ogni giorno dite le vostre orazioni mattino e sera.
  • Non state in ozio! Continuate a studiare e leggere. A tutti rimane sempre qualche materia che non si è potuto studiare abbastanza durante l’anno: in questo tempo ripassatela con maggiore attenzione. Ma notate ancora che per imparare è necessario leggere, leggere libri molto utili; tante volte questa cosa lungo l’anno non si può fare. Ma leggete per imparare non per sola curiosità. Lo si faccia adesso che avete tempo… Così non rimanete in ozio.
  • Aiutate i vostri genitori che per voi lavorano tutto l’anno. Rendetevi utili alla vostra casa, alle vostre famiglie… Certo, vi dovete anche riposare e divertire, ma mai a danno della vostra anima…

E curate la vostra salute…

Ci sarebbero tante altre cose da raccomandarvi,  perché possiate passare bene questo tempo di vacanza. Una cosa sola vi raccomando ancora, che riassume tutto quello che vorrei dirvi: Non commettete alcun peccato. Se vi guarderete da questo come da un serpente velenoso, passerete santamente le vacanze, ritornerete tutti sani ed allegri, riprenderete un altro anno di studio e lavoro… Questo vi raccomando da padre che ama molto i suoi figli…

Intanto vi auguro felici vacanze e arrivederci.”         (cfr MB12,363 ss e 13,427 ss)

Il modo migliore per mettere in pratica i consigli di don Bosco? Una bella passeggiata in Tandem!

In una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio: “Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita? Come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?”. Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: “Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch’io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande. Poi feci un sogno. Sognai una bicicletta a due posti. Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare. Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti. Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante. Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti? Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti. Ma quando cominciò a guidare lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo. Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella! Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire: «Pedala, pedala!». Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: «Signore, ma dove mi stai portando?». Egli si limitava a sorridere e non rispondeva. Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi. Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura, e quando dicevo: «Signore, ho paura…», lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito una immensa serenità si sostituiva alla paura. Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia. Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio. Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. E ripartimmo. Mi disse: «Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso». Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere, e il nostro fardello era comunque leggero. Dapprima non mi fidavo di lui, al comando della mia vita. Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro. Ma lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi. E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani, e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore. E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, lui si limita a sorridere e dice: «Non ti preoccupare, guido io, tu pedala!»“.

Una scuola che c’è, sempre!

 

Il percorso didattico si compone di attività che vedono gli alunni attori del loro processo educativo attraverso laboratori:

  • Artistici per l’allestimento delle scenografie progettate per gli spettacoli teatrali proposti nel corso dell’anno
  • Linguistici per l’apprendimento comparato di due lingue provenienti dallo stesso ambito con l’ulteriore supporto dell’insegnante madrelingua
  • Musicali per la creazione di brani musicali con l’ausilio del computer
  • Tecnici finalizzati alla realizzazione di modelli in scala e plastici
  • Cinematografici con la proiezione e l’analisi di tre film selezionati in base all’età e la visita al Museo del cinema di Torino
  • Teatrali per lo sviluppo delle potenzialità espressive e operative di ogni ragazzo
  • Sportivi atti a sviluppare la socializzazione e la comunicazione attraverso il corpo
  • Informatici per consolidare e apprendere il linguaggio informatico di base.

Si prevedono incontri con gli esperti riguardanti alcuni temi ritenuti prioritari per la formazione completa dell’individuo:

  • essere cittadini dell’Europa
  • il significato storico e personale del giorno della Memoria
  • l’uso consapevole e responsabile dei social network.

Una attenzione particolare è riservata alla lingua inglese per la quale, oltre all’ora aggiuntiva settimanale di conversazione con l’insegnante madre-lingua, è prevista la partecipazione allo spettacolo teatrale in lingua inglese che quest’anno sarà “Robin Hood”.

Gli argomenti svolti a scuola, spesso in modalità pluridisciplinare, sono accompagnati dalla visita a luoghi significativi, come l’uscita al Villaggio operaio di Crespi d’Adda (Seconda Rivoluzione industriale); la visione dei luoghi di manzoniana memoria a Lecco e dintorni per far calare i ragazzi nell’atmosfera dei paesaggi descritti nel romanzo e per far conoscere meglio la figura di Alessandro Manzoni, che in questi luoghi trascorse l’infanzia e la prima giovinezza; il viaggio di istruzione (riservato alle terze) a Monaco, Dachau e Salisburgo, occasione per spendere la propria competenza linguistica e per rivivere toccando dal vivo momenti di storia salienti del Secondo conflitto mondiale. Non mancano uscite di un giorno per rendere significativo l’apprendimento e la comprensione di un periodo storico-artistico, come il Rinascimento con la visita a Mantova e a Palazzo Reale di Milano per ammirare ed apprendere tecniche di pittura dal vivo, ma anche momenti di socializzazione, come la giornata sulla neve nel mese di febbraio.

Nel corso dell’anno scolastico sono previsti tre grandi momenti di riflessione e di festa che segnano altrettanti momenti del percorso spirituale di formazione dei ragazzi:

  • la festa dell’accoglienza, preceduta da una intera giornata formativa che si svolge a Pella, presso il Lago d’Orta, sul tema-guida ispiratore dell’intero anno scolastico perché è essenziale aprirsi agli altri per poter godere della ricchezza interiore di tutti
  • la festa di commemorazione dell’opera di Don Bosco con attività ludiche programmate che coinvolgono l’intero istituto legando i ragazzi dei tre ordini di scuola per dare continuità al curriculum formativo e ricordare loro l’importanza della condivisione e della collaborazione
  • la festa del Grazie, a conclusione dell’anno scolastico, con la rappresentazione teatrale che coinvolge i ragazzi in ogni fase della preparazione, dal copione, ai costumi, alle scene.

Cosa viene chiesto ai ragazzi?

Ciò che, per natura, sanno già fare: lasciarsi andare, farsi appassionare, essere curiosi per conoscere, imparare, confrontarsi, crescere con i loro coetanei insieme ai loro insegnanti.

I ragazzi hanno un solo compito, ma essenziale: pensare.

Agli insegnanti ne viene affidato un altro, difficilissimo: esserci, sempre, esserci anche se… esserci anche quando… esserci soprattutto per chi crede di non averne bisogno.

Una giornata tutta insieme a Pella!
Una giornata tutti insieme a Pella!

 

 

Mese Missionario

DALL’IO AL NOI

OBIETTIVO GENERALE
Riscoprirsi figli di Dio, non come singoli, ma come parte di una comunità

OBIETTIVO SPECIFICO
Aiutare i bambini ad uscire dall’individualismo
Aiutare qualcuno che ha bisogno
Prendersi cura degli altri con la preghiera

PAROLA DI DIO
“Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (At, 2,4)

Non so se tutti sapete che il mese di ottobre è un tempo davvero speciale e impegnativo. E’ il mese missionario e mariano per eccellenza. Accogliamo questa sfida con il cuore aperto all’altro, prossimo o lontano, per conoscere più da vicino le persone che ci vivono accanto e i popoli che nel mondo abitano i cinque continenti.
Abbiamo scoperto che esiste una corona del rosario le cui decine sono colorate in modo diverso: 5 decine, 5 colori, 5 continenti.

  • La decina verde è per l’Africa. Ci ricorda le verdi foreste e il colore sacro dei musulmani.
  • La decina rossa è il continente americano che ebbe, come primi abitanti, i Pellerossa.
  • La decina bianca è per l’Europa e per il sommo Pontefice, il Vicario di Cristo che continuamente veglia sui destini del mondo.
  • La decina azzurra richiama l’Oceania con le innumerevoli isole sparse nelle azzurre acque del Pacifico.
  • La decina gialla è per l’Asia, la terra del Sol levante, la culla delle civiltà.

Il fatto che la corona abbia i colori dei continenti è un richiamo immediato all’universalità della preghiera cristiana: assieme ai missionari, con Maria, sulle strade del mondo, portiamo Gesù. Siamo così aiutati a pregare per il mondo intero, perché l’annuncio del Regno raggiunga tutti i popoli.
E quando il rosario è finito, si è come circumnavigato il globo terrestre abbracciando tutti i popoli.

Tutto questo perché è importante accompagnare i nostri gesti di solidarietà e credere che la preghiera è un altro modo di prenderci cura gli uni degli altri. Aiuteremo in particolare la missione indiana in cui opera come volontario il dott. Giuliano Gambarini. Avremo modo di incontrarlo e di sentire la sua testimonianza “in diretta”. Buon mese missionario!

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