Primo Torneo di CALCIO BALILLA!

Un torneo di calcetto balilla?

  • Bello!
  • Da quanti anni non ci gioco più…
  • Ai tempi dell’oratorio ero forte…

Birretta e salamella alla griglia?

  • Magari…
  • Sono sempre occupato… una serata di “stacco” ci vorrebbe proprio!
  • Non me lo lascio ripetere!Chi organizza?
  • Oratorio? No.
  • Società sportiva? No.
  • Pro Loco? No.

Venerdì 25 maggio l’Istituto Paritario Maria Ausiliatrice di Varese (sì, quello gestito dalle suore salesiane…) ha indetto il primo torneo di calcio balilla.

Riservato ai soli papà. (E agli alunni delle proprie scuole superiori e professionali.) Unica eccezione al femminile: una squadra composta da due FMA (suore Figlie di Maria Ausiliatrice), in rappresentanza dell’Istituto che ospitava il torneo.

Perché?

La scuola è il luogo dell’apprendimento, della formazione, dell’aggregazione. Ma non solo per i bambini e i ragazzi… anche per le loro famiglie. Quando i figli frequentano la scuola dell’infanzia e primaria, le relazioni tra i genitori sono abbastanza strette (anche per via delle tante feste di compleanno, degli impegni sportivi in comune, ecc…). Ma più trascorrono gli anni, più i genitori si allontanano dalla scuola, lasciando la meritata autonomia ai propri figli.

La statistica dice che, nella maggior parte dei casi, i papà sono i più occupati, i più distanti dalla scuola, loro malgrado. Perché allora, anche per loro, non fare un tuffo indietro nel tempo? Perché non tornare a divertirsi con qualcosa di semplice e scoprire di avere qualcosa in comune (oltre ai figli che frequentano lo stesso istituto)?

Don Bosco diceva che “la Santità consiste nello stare molto Allegri!”. E infatti la “Gioia salesiana” è una delle modalità tipiche del metodo educativo di don Bosco. Tornare alle origini fa bene, spesso ci vuole, ridona entusiasmo. E la società di oggi ha bisogno di entusiasmo.

Un torneo di calcio balilla a 32 squadre (composte da una coppia di giocatori), con gironi all’italiana per la qualificazione a quattro diverse fasce di livello e un sistema di scontri diretti per arrivare a stilare l’intera classifica dal 1° al 32° posto e, soprattutto, per fare in modo che ciascun giocatore disputasse comunque lo stesso numero di partite di tutti gli altri partecipanti al torneo. Una griglia sempre accesa e carica di salamelle, un buon rifornimento di birra (e acqua). Ecco la formula per una serata che ha meravigliato, sorpreso, divertito… insomma, che ha riscosso un grande successo.

E non crediate che il risultato fosse poi un aspetto secondario: è stata gara vera! Durante le partite, la tensione agonistica era a volte davvero palpabile, la tensione (e il sudore) stampati sui volti dei giocatori. La bomboletta di lubrificante per le stecche passava da un calcetto all’altro. Tutte le partite si sono svolte a gruppi, contemporaneamente, ad eccezione della finale primo-secondo posto, che meritatamente ha avuto l’onore di essere giocata da sola. In quegli epici minuti gli altri 60 partecipanti erano tutti radunati intorno al calcetto dei finalisti, eppure il silenzio era davvero completo, rotto soltanto dall’urto della pallina contro il vetro e contro le sponde…

A fine serata, dopo le solenni premiazioni con tanto di medaglie, quando ormai la mezzanotte era passata, i papà sono rientrati a casa con il sorriso, complimentandosi per l’iniziativa, chiedendo che possa essere riproposta (magari la prossima volta col ping-pong…)

Perché stare insieme così fa stare bene. Perché fuori dall’Istituto Maria Ausiliatrice, sull’insegna, non c’è scritto “scuola”. C’è scritto… “Casa”.

Per la cronaca: il torneo di calcio balilla è stato vinto dalla coppia Follo-Prevedello.

Sempre per la cronaca: le suore non sono arrivate ultime

Grazie!

Eccoci al momento del ringraziamento delle classi quinte. Momento di gioia, ma anche di malinconia.

Vorremmo iniziare facendo i complimenti ai ragazzi e agli insegnanti che hanno realizzato la meravigliosa rappresentazione di “Peter Pan”!

Peter Pan ci è sembrata la fiaba che meglio potesse interpretare questo momento di passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria.

Da un lato c’è Peter Pan, l’eterno bambino, con la sua gioia e spensieratezza, dall’altro ci sono Wendy e i suoi fratelli, che all’inizio lo seguono perché incuriositi, vogliono giocare con lui e fare questa esperienza, ma poi decidono di tornare a casa.

Vorremmo augurare ai nostri ragazzi di quinta di tenere nel cuore la voglia di giocare, di divertirsi e di essere sempre “un po’ bambini”, ma nello stesso tempo, da genitori, auguriamo loro di fare come Wendy e i suoi fratelli, di crescere senza avere paura di assumersi le responsabilità della vita e di diventare adulti che sappiano affrontare la vita con coraggio e serenità.

Un altro augurio è per noi genitori, di saper “lanciare” i nostri figli nel mondo come frecce dall’arco, dice Gibran, ma senza “buttarli” nel mare se non sanno nuotare, dice il nostro maestro Francesco.

Quindi l’augurio è di accompagnare i nostri figli nella vita, sostenendoli, facendo sentire sempre la nostra presenza, ma aiutandoli a far crescere la loro autonomia, autonomia nelle “cose” concrete, ma soprattutto autonomia nel pensiero.

In questo cammino di crescita dei nostri figli, in questi anni, non siamo stati soli noi genitori, ma siamo stati sostenuti dalle suore, anche con le loro preghiere, dai maestri e dagli educatori di questa scuola primaria.

E questa è una grande risorsa, una vera fortuna, che non dobbiamo dare per scontato.

È per questo che vogliamo ringraziare la scuola per avere aiutato noi famiglie a far crescere nei nostri ragazzi la loro autonomia, rispettando le loro risorse e aiutandoli ad esprimere al meglio le loro capacità, con progetti individuali.

Per “sigillare” questa giornata vogliamo lasciare un piccolo segno a tutti.

Ai ragazzi una chiavetta con le foto dei loro cinque anni in questa scuola: che possiate ricordare sempre da dove siete partiti, non dimenticate mai i momenti di gioco e spensieratezza, non dimenticate mai di essere stati bambini come Peter Pan!

Alle suore, ai maestri e alle maestre, agli educatori/educatrici vogliamo, a nome di tutti i genitori della scuola primaria, esprimere il nostro GRAZIE con un piccolo segno: fiori, segno della delicatezza e della bellezza che si respira in questa scuola; vino, segno della gioia che si assapora in questa scuola!

In ultimo le classi quinte regalano alla scuola la “prima pietra” per costruire il nuovo impianto audio, così da rendere queste rappresentazioni un momento “da veri professionisti”!

Grazie!