12
MAR
2018

No al bullismo!

Lo scorso venerdì 2 marzo i ragazzi dei corsi professionali hanno vissuto l’ultimo di una serie di incontri formativi sul tema della legalità. Dopo aver incontrato l’unità cinofila della Polizia Penitenziaria di Varese e don Marcello Cozzi, ex – vice presidente di Libera, associazione di promozione sociale contro le mafie, venerdì è stata la volta del Dott. Franco Posa, criminologo esperto in neuroscienze, per una mattinata formativa sui fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Suddivisi in due gruppi (classi prime e seconde e, successivamente, classi terze e quarte), i ragazzi hanno avuto la possibilità di dialogare con l’esperto facendo domande ed esprimendo dubbi e preoccupazioni legati a questi due fenomeni di cui si sente sempre più parlare.

Diversi gli argomenti trattati, a partire dall’uso consapevole dei social network più diffusi come Facebook, Whatsapp, Instagram – grande stupore ha suscitato nei ragazzi il venire a conoscenza che l’uso di questi applicativi al di sotto dei 16 anni di età è vietato dalla legge – alle conseguenze e, soprattutto, i rischi che comportano il “postare” sui social o il semplice invio, anche a persone considerate fidate, di proprie fotografie attraverso internet.

Il Dott. Posa ha sottolineato come spesso siano i ragazzi a rendersi protagonisti di atti di bullismo, definito come il continuo perpetrare di azioni aggressive fisiche nei confronti della “vittima designata” – nella maggior parte dei casi un compagno più chiuso e fragile – mentre le ragazze ricorrano più frequentemente all’utilizzo dei social network per la diffusione di messaggi e immagini con finalità diffamatorie.

Non è mancata l’attenzione per l’aspetto più umano e profondo di questi due fenomeni: quali fragilità, quali ferite, quali disagi, si celano dietro gli atti di bullismo e cyberbullismo? Come si può – e si deve – intervenire? «Non bisogna mai abbandonare nessuno! La “vittima”, per ovvi motivi, ma  non possiamo permetterci di abbandonare il “bullo”, che spesso è un giovane che nasconde una fragilità estrema!».

Il Dott. Posa ha concluso l’incontro richiamando l’attenzione dei ragazzi sull’importanza della  parola, dell’esprimere i propri timori e le proprie paure, sia nel caso in cui si pensi di essere vittima di episodi di bullismo o cyberbullismo, sia che si abbia il sospetto che ad essere in difficoltà sia un compagno o un amico. «Basta davvero poco per evitare che la situazione si aggravi ed evitare brutte conseguenze, non dimenticate che non siete soli!».

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